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Torre Maura Story
sabato 20 settembre 2003





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Di anno in anno ognuno di noi ha vissuto le tappe di questo posto, spesso sincronizzate con le proprie, qualcuno fin dall’occupazione dei 1992, qualcuno più tardi. Queste mura di cartongesso, pregne di umidità e pezzi di storie personali, trasudano amori, rabbie, gioie, andirivieni di incontri-scontri, momenti di intenso fervore, altri dà inceppi motori + o - temporanei.
Quando si occupò il 18 gennaio ’92, era forte la caratterizzazione territoriale. Molte le persone che si ritrovavano nell’allora Centro Sociale Occupato Autogestito Torre Maura, che non a caso prendeva il nome dalla borgata in cui nasceva: in parte il proseguimento di una storia cominciata negli anni ’80 in Via dell’Aquila Reale e continuata, dopo lo sgombero nell’89, nell’ex scuola plurisgomberata di Via dei Colombi; in parte genesi di un nuovo "ciclo storico". Le attività erano varie: da quelle + "artistiche" alle iniziative + "politiche"; da quelle in solidarietà con gli indiani d’America o con nuove occupazioni, a quelle antifasciste, anticlericali o sul carcere. Tutto si svolgeva nell’ambito di un contesto conviviale tra tentativi di palestra, ping pong, biliardino e cucina comune tutte le sere, anche con la partecipazione attiva di immigrati.
A varie difficoltà, provocazioni e incendi fascistoidi, incursioni di guardie e figuri istituzionali, si aggiungevano differenziazioni interne. Da un lato si rafforzava la volontà di autogestione in senso propriamente libertario come applicazione pratica di un pensiero, negante potere e gerarchia, da estendere alla società. Dall’altro non mancavano i tentativi di manipolazione politica riformistici e autoritari, o il qualunquismo di chi si accontentava di un rifugio social-ricreativo alternativo prima dell’assimilazione nel "mondo del lavoro".
 Mentre il numero degli occupanti diminuiva era sempre ferma la convinzione di non scendere a compromessi con le istituzioni e di non cedere al ricatto della trattativa comunale che stava spezzando la solidarietà tra le numerose occupazioni nate negli anni precedenti , tantomeno si era allettati dalle svolte mercificatorie o dalle politiche di autoreddito che cominciavano a far capolino intorno. Si andavano sviluppando discussioni sui limiti del centro sociale nella radicalizzazione di pensiero e pratica rivoluzionari ed emergeva la volontà di intraprendere nuovi percorsi, concretizzatasi nel passaggio in cui si chiudeva l’esperienza "centro sociale".
Nell’aprile del 1996 fu lanciato un appello alle realtà anarchiche romane con cui si avevano da sempre rapporti, per ridiscutere insieme della gestione e delle attività future in questo spazio ora definito specificatamente anarchico e patrimonio del movimento stesso. La volontà era quella di realizzare un progetto collettivo nell’unica occupazione anarchica esistente allora a Roma e che per le sue caratteristiche aveva un grande potenziale per lo sviluppo di varie e molteplici propositività a carattere libertario.
Diversità di visione e incomprensioni non si fecero attendere e determinarono avvicendamenti vari, comunque le iniziative proseguirono nell’Ateneo Libertario, nello Spazio Liberato, nello Spazio Occupato. Fino all’ulteriore scelta, nel 1998, di renderlo anche spazio abitativo, in cui le nuove conoscenze implicavano nuovi non facili confronti sul piano "esistenziale" e "politico". Il discorso sulla "liberazione animale", prima vissuto ad un livello molto personale, si estendeva e si socializzava in iniziative specifiche contro lo sfruttamento animale e la vivisezione, accanto ad altre contro il carcere o in solidarietà con il popolo Mapuche, e a presentazioni di libri e riviste di matrice anarchica e libertaria (etc.)
Assolutamente non marginale la passione per l’espressione musicale, da sempre caratterizzante, che ha portato allo sviluppo di una rete di rapporti basati sull’amicizia e la solidarietà, superando la separazione dei ruoli tra "occupanti" e "musicisti", tra "ludico" e "politico", tenendosi ben fuori dai circuiti commerciali dello "starsystem antagonista" e preferendo al divertimento-merce il gratuito godimento.
Tanti incontri ed esperienze.... Ci siamo entusiasmati, rallegrati, rallentati, accelerati, spesso incazzati...
e ancora continuiamo, a vivere la realtà che ci circonda cercando di liberarci dei residui di cui siamo inevitabilmente contaminati: affinché il libero confronto prevalga sulle ottuse tendenze al pettegolezzo e sulle occasionali prevaricazioni, rigettiamo (sul)l’ipocrisia della politica riconfermando il senso politico nella schiettezza dei rapporti interindividuali
.Torre Maura Occupata 2003: ancora uno spazio che, nella nostra disomogeneità, vogliamo sempre condividere con tutti coloro che nelle proprie proposte si relazionino sinceramente in maniera libera e antiautoritaria.

24-25 gennaio 2003






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